Passeggiare in una piazza che prima era un incrocio trafficato, vedere bambini giocare su una strada una volta intasata di macchine, sentire gli uccellini invece dei clacson. A Barcellona succede davvero. Ed è tutto merito di un’idea semplice ma potente: restituire le strade alle persone. Da qualche anno, la città catalana sta portando avanti un progetto radicale: le superilles, o “supermanzanas” in castigliano.

Si tratta di porzioni di città in cui il traffico viene drasticamente limitato e le auto possono solo circolare ai margini. All’interno, le strade diventano spazi pubblici, pedonali o ciclabili, pieni di panchine, alberi, mercatini, giochi per bambini. In pratica, micro-quartieri in cui si può camminare e vivere senza dover schivare auto e attendere ai semafori. L’idea nasce da una domanda: e se lo spazio che oggi occupano le auto potesse essere usato per altro? La risposta è un cambiamento urbano che mette al centro le persone, non i veicoli. Le superilles non sono solo “zone 30” o “aree pedonali”, sono veri e propri esperimenti di urbanistica partecipata.

Gli abitanti contribuiscono alla progettazione, e i quartieri cambiano volto: si aprono nuove attività, nascono relazioni di vicinato, aumenta la qualità della vita. Uno degli aspetti più interessanti del modello Barcellona è che non si è pensato solo a bloccare le auto, ma anche a offrire alternative reali. La rete del trasporto pubblico è stata rafforzata con nuove linee, orari più frequenti e un sistema di abbonamenti a prezzi calmierati, pensato per cittadini e abitanti. Ma tutto questo è stato possibile perché prima si è deciso di cambiare il modo in cui si usa lo spazio urbano. Non si è solo investito in autobus e metro: si è creato un ambiente dove scegliere mezzi pubblici, bici o piedi diventa la scelta più logica, comoda e piacevole. Un’attenzione particolare è stata data anche alle strade intorno alle scuole, trasformate in luoghi più sicuri e vivibili. Spesso, le superilles toccano aree scolastiche e parchi urbani, creando corridoi verdi e spazi aperti dove i ragazzi possono muoversi senza pericoli.

È un cambiamento che influisce anche sulla salute e sull’autonomia dei più giovani, che possono tornare a camminare da soli, a giocare sotto casa, a incontrarsi senza ostacoli. Il risultato? Più verde, meno rumore, meno inquinamento, più socialità. E anche più turismo sostenibile, più cultura di quartiere, più tempo passato all’aperto. Il tutto in una città che ha preso sul serio l’idea di ripensare le strade come piazze del XXI secolo, dove si vive e non solo si transita. Barcellona ci mostra che un altro modo di vivere le città è possibile. Ma ci invita anche a farci qualche domanda: cosa potremmo fare nelle nostre città se ci fosse meno traffico e più spazio per le persone? Se le strade fossero luoghi da abitare e non solo da attraversare? E se iniziare a cambiare significasse proprio cominciare a immaginare la città in cui vogliamo vivere? Se la sicurezza stradale cominciasse a piedi?

A cura di Sara Capelli – Redazione La Strada Siamo Noi

Ajuntament Barcelona, El programa Supermanzanas
Archphoto (a cura di F. Doglio) 10/10/2022, Supermanzanas. Le piazze e le strade del XXI secolo
Guiding Architects Barcelona (a cura di P. Capriata), Las Supermanzanas y los ejes verdes de Barcelona, un modelo de ciudad más sostenible
Futuracity, 24/05/2024, Superilles di Barcellona: un modello di urbanistica innovativo